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"C'è un altro mondo, ed è in questo" (Paul Eluard)
Sto scrivendo dal computer dell'università perchè purtroppo la linea a casa è morta...e ieri, sì, ieri è stato il Grande Giorno :) . E io sono senza internet. Cioè, ironia della sorte :(( Allora oggi mi sono fiondata nel laboratorio in università (sono tornata perchè avevo delle cose da fare, anche se oggi avrei dormito volentieri fino a mezzogiorno, a dire la verità), e non potevo non scrivere un post!!!Ecchecavoli, chissà quando si sveglierà la Telecom, e io non posso mica subire una crisi d'astinenza del genere :(( e per lo più a tempo indeterminato!!!!!!!!! Tornando al momento clou (si scrive così??Boh)...UAAAAAAAAAHHHH ieri è stata una giornata fantastica e lo dimostra il fatto che avrei solo voglia di urlare per la gioia e abbracciare tutti quelli che incontro in giro, sono euforicaaaaaaaaaaaaaa :)))) E' stato tutto così perfetto, e così pieno di emozioni. Neanche riesco a riordinare i pensieri per dar loro una forma scritta che abbia un senso compiuto. Come al solito, mi sembra che il tempo sia volato, è tutto così nitido adesso, sembra tutto così chiaro, quasi scritto. Anche se non era scontato. Ma è nitido perchè, in fondo, sapevo che sarei arrivata dove volevo. Che con la mia caparbietà alla fine ce l'avrei fatta nonostante tutto - fatiche, delusioni, amarezze, invidie. Sapevo che avrei festeggiato alla grande, che sarebbe stato un tripudio, che avrei avuto tutti intorno a me e che tutto (almeno per un giorno) sarebbe tornato al suo posto, sarebbe stato come dovrebbe essere sempre. Ed eccomi qua. A cercare di trovare le parole per esprimere la mia gioia. La gioia di essere riconosciuta per quello che sono (non per pavoneggiarmi, eh, ma ho dato proprio il massimo) da tutti quanti, dai miei affetti più sinceri, dalla mia relatrice, da quei professori quasi del tutto sconosciuti della commissione che alla fine mi ascoltavano anche con interesse. La gioia di essere io per un giorno al centro dell'attenzione, la gioia di aver comunicato qualcosa. La gioia negli occhi di mia madre e di mio padre, la gioia e l'orgoglio di mio fratello, del mio Luca, del mitico prof. Mic. La gioia di "un chilo sette e ottanta" che per un giorno abbandona i sensi di colpa, si prende la sua rivincita. La gioia di saper riconoscere quanto è fortunata. E in tutta questa gioia, una punta di dolore. Appuntita, penetrante, un ricordo che riaffiora. E' forse retorico, o fuori luogo, ricordare qualcosa di ingiusto, terribile, allucinante, in una giornata di sole splendente? In ogni caso, non mi importa. E' autentico. Viene dal mio io più sofferto. Ciao Franci. Bene@
Notte insonne Non l'hai ancora capito?
...Is there anybody in there?
Bene@
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