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"C'è un altro mondo, ed è in questo" (Paul Eluard)
Si può amare solo quello che siamo disposti a perdere.
"Quando amore chiama, (Kahlil Gibran, Il profeta)
Oggi avrei proprio bisogno di sfogarmi...un bisogno terribile e lancinante, perchè sento che ancora una volta sono sotto pericolo di esplosione emotiva e non voglio. Avrei bisogno di una di quelle discussioni in cui esce fuori un pò di tutto, in cui puoi aprirti totalmente a qualcuno che ti sostiene e sai che non ti deluderà e che non è lì per giudicarti, che non c'è proprio nulla da giudicare, c'è solo bisogno di essere ascoltati e compresi, a questo mondo. Che poi io un qualcuno c'è l'avrei in mente, e mi manca tanto... Oggi, mentre stavo tornando dall'università sotto la pioggia scrosciante, facendo slalom tra i passanti, guardavo la gente intorno a me e riflettevo sul fatto che siamo organismi davvero troppo complessi a livello esistenziale-psicologico...mi spiego: le persone finiscono molto spesso per attribuirsi (o attribuire, il che è ancora peggio) delle costanti caratteriali e di reazione emotiva che in realtà non è detto che alla fine siano intrinseche a noi per tutta la vita, e ragionando in questo modo continuano a vivere con la stantia ripetizione delle stesse frasi e delle stesse descrizioni. "Io sono così e così e così", quante volte l'ho detto anche io....eppure ora sono davvero convinta del fatto che nessuno è mai uguale a se stesso, nel corso della sua vita, e che quelle che pensavamo essere delle costanti (caratteriali e esterne, riferito agli altri) possono essere benissimo il frutto principale dei condizionamenti esterni. Una pianta non è detto che muoia, se gli cambi vaso. E così cambiare ambiente spesso aiuta a fare chiarezza e a arricchirsi della scoperta di se stessi, del fatto che in questo campo spesso tutto si può reinventare e può acquisire nuove forme, non siamo determinati geneticamente e irreparabilmente. Siamo creature in continuo cambiamento...e anche se questo può generare irrequietezza e instabilità, è anche un grosso potenziale, che va sfruttato e che non deve fare paura. Se fa paura, vuol dire che si preferisce vivere con una maschera addosso e accettare passivamente il corso degli eventi, anche se mi sento di precisare che non esprimo giudizi su questa scelta, prima di tutto perchè sono in pochi a scegliere, appunto, in quanto possono partire da una consapevolezza. Bah...direi che per oggi ho filosofeggiato abbastanza. Bene@
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