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"C'è un altro mondo, ed è in questo" (Paul Eluard)
Dal sito di Emergency:
"La Giornata della Memoria. istituita ufficialmente per ricordare l'immane tragedia della Shoah, diventa simbolicamente e significativamente la Giornata della Memoria Universale interpretando lo spirito della Carta Universale dei Diritti dell'Uomo. ![]() "Perché il Lager è una gran macchina per ridurci a bestie, noi bestie non dobbiamo diventare; che anche in questo luogo si può sopravvivere, e perciò si deve voler sopravvivere, per raccontare, per portare testimonianza; e che per vivere, è importante sforzarci di salvare almeno lo scheletro, l'impalcatura, la forma della civiltà. Che siamo schiavi, privi di ogni diritto, esposti a ogni offesa, votati a morte certa, ma che una facoltà ci è rimasta, e dobbiamo difenderla con ogni vigore perché è l'ultima: la facoltà di negare il nostro consenso." (Primo LEVI, Se questo è un uomo) Leggo le parole di Primo Levi e mi sale una grande angoscia...penso alle manifestazioni ipocrite dei benpensanti e maleagenti, penso al razzismo sopito nelle persone. Penso a quanti "lager", magari a cielo aperto, esistono tutt'oggi nel mondo, e mi vengono i brividi. Nessuna parola potrebbe esprimere meglio l'orrore della mia pelle accaponata. Penso a quante persone, cinicamente, strumentalizzano la tragedia della shoah per i loro sporchi fini, per la loro ipocrisia e per il loro egoismo. Penso ai popoli che sono stati massacrati in quanto tali, da allora...proprio come gli ebrei. E penso cose magari molto banali, ma tristemente vere: forse siamo diventati insensibili al dolore. Nessuno è più capace di empatia. Perchè se così fosse, gli olocausti non si ripeterebbero. Si farebbe di tutto per evitarli. Dalle parole di un soldato testimone degli scontri in ex-Jugoslavia (guerra del 1992-1995 e realtiva pulizia etnica nei confronti di bosniaco-musulmani e croati), reso cieco dalle schegge di una granata: "Tutto questo costringe chi ha il senso della giustizia a piangere di dolore,specialmente quando vediamo quel che fanno loro e quel che vogliono farci. Per questo io non riesco a capire la gente che dice: «Lo hanno convinto, lo hanno imbrogliato, è colpa dei capi». Io dubito che l’uomo onesto si lasci convincere a commettere il male. Perché se fosse veramente così, allora questa umanità non merita di vivere."
(C. Diddi e V. Piattelli, Dal mito alla pulizia etnica: la guerra contro i civili nei Balcani)
Bene@ Così, come nel 2007, continua la protesta degli agricoltori sardi. Oltre all'articolo di ieri che ho riportato sotto, posto anche una parte della lettera degli agricoltori pubblicata sul blog www.liberamentesardo.splinder.com nel 2007. Mi sembra giusto fare la mia piccolissima(-issima) parte, questo problema è vergognoso e dovrebbe salire alla ribalta degli insulsi telegiornali nazionali!!! -___-
Parte di una lettera da Decimoputzu. Sardegna: Protestano i contadini sardi a cui sono state pignorate le aziende agricole dopo il blocco dei mutui agevolati imposta da Bruxelles Da oltre un anno gli agricoltori stanno aspettando la convocazione di un tavolo a Roma © ansa.it per NEWSFOOD.com - Pubblicata il 22.01.09 Cagliari - Riprendono le proteste dei contadini sardi che hanno subito il pignoramento e la vendita all'asta delle loro aziende dopo il blocco dei mutui agevolati previsti dalla legge regionale 44/88, dichiarata illegittima da Bruxelles. La nuova "offensiva" porterà all'occupazione del municipio di Decimoputzu (Cagliari), dove si sono riuniti in assemblea i piccoli imprenditori delle campagne con i vertici di Altragricoltura, il movimento che punta alla "sovranità alimentare" da subito vicino alla battaglia dei contadini sardi. Il presidente nazionale Tano Malannino darà un appoggio personale alla protesta cominciando - sempre da stasera - uno sciopero della fame per sollecitare il Governo al rispetto degli impegni presi. Circa un anno fa, infatti, un provvedimento della Finanziaria prevedeva la costituzione di una commissione di tre esperti che avrebbe dovuto avanzare soluzioni tecniche al problema. Poi, la crisi del Governo Prodi e le successive elezione politiche hanno fatto cadere nel vuoto la decisione e il tavolo tecnico non è mai stato convocato. Gianni Fabbris, coordinatore per il Cagliaritano di Altragricoltura, ha annunciato che la protesta andrà avanti "fino a quando non avremo ottenuto un nuovo blocco totale delle aste giudiziarie, la convocazione del tavolo a Roma e, in ultima istanza, la dichiarazione dello stato di crisi del settore agropastorale della Sardegna". Fabbris ha anche reso noto di aver ricevuto "una telefonata di rassicurazione da parte del presidente della commissione Agricoltura della Camera", ma ha ribadito che la mobilitazione continuerà per far approdare la vertenza sul tavolo del ministro Zaia. Bene@
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